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UNA RELIGIOSA MISTICA IN ANALISI CON LACAN

  • 6 ore fa
  • Tempo di lettura: 5 min

“La conoscenza non tocca l’essere, mentre l’esperienza lo abbraccia”

Maria della Trinità

 

Maria della Trinità è stata una religiosa francese. Nata Paule de Mulatier, è nota per le sue esperienze mistiche e per le sue riflessioni teologiche. Il suo è un caso quasi unico: Maria infatti ha condiviso le sue esperienze, sfociate in gravi fenomeni psichiatrici, con lo psicoanalista Jacques Lacan.


Questo è il caso di una religiosa mistica che ha incontrato l'esperienza dell'analisi con Lacan.

 

Fin da giovane abbracciò la sua vocazione. Nel 1930, su consiglio del suo padre spirituale, padre Jean-Marie Périer, entrò a far parte delle Suore Missionarie Domenicane della Campagna, prendendo il nome di "Marie de la Trinité".

Entrò a far parte di una piccola congregazione nascente di circa dieci suore. Lì fece la professione di fede nel 1932, divenne maestra delle novizie nel 1933.

 

Tuttavia, dopo il 1944 soffrì di una grave forma di depressione, che la portò a sottoporsi a diverse terapie. Incontrò decine di psichiatri, alcuni dei quali proposero alla religiosa di sottoporsi alla lobotomia.

Tra l’aprile 1950 e il dicembre 1952 sarà in analisi con Lacan. Nel 1951 la religiosa affiderà a Lacan uno dei suoi diari, che lo psicoanalista ( e i suoi eredi) non restituirà mai. Per questo, il Quaderno 20 non fa parte delle opere complete della religiosa.

 

La sua prima esperienza mistica avviene l’11 agosto 1929: la religiosa si dirà presa “in sinu Patris”, nel seno del Padre, nel suo “ripiegamento”, che lei si sarebbe rivelato “di sostanza in sostanza”. La figura del “seno del Padre” non è una sua invenzione; la si trova infatti nel Vangelo di Giovanni.

Come scrive Michel Bousseyroux:

 

“si immerge nel padre, nel suo seno, nella sua più profonda interiorità, più intima e più estima. È il padre in persona che l’ha scelta, di cui ella prova la paternità nell’intimo di se stessa, lì dove Egli genera il figlio.”

 

Il seno del Padre è per Maria una faglia, un buco nero irresistibile, che la assorbe completamente. Il Padre la chiama nella posizione di oggetto, di colei che deve cedere alla sua volontà. La sua riflessione teologica verte intorno a queste esperienze mistiche di attrazione e sprofondamento. Il seno del Padre occupa per lei il ruolo di “partner mistico”.

 

Nel 1944 il conflitto interiore tra l’obbedienza alla gerarchia e la propria coscienza provoca in lei crisi di angoscia. La sua mente viene catturata da ossessioni che occupano tutto il suo pensiero, impedendole di pregare. Seguirà il ricovero ospedaliero.

 

Nel corso dell’analisi con Lacan, Maria in orientata verso il “nodo segreto” del suo sintomo. Secondo lo psicoanalista, la religiosa soffrirebbe di un fantasma masochista inconscio di obbedienza assoluta che le impone di subire la volontà dell’Altro.

 

Seduta per seduta, scrive un diario della propria analisi, riportando le parole di Lacan:

“Se lei continua a dare la colpa agli altri, non ne uscirà mai: bisogna vedere in cosa lei si è prestata”

 

religiosa mistica Lacan

Lacan, nel corso della cura, interviene per rettificare il voto di obbedienza di Maria, fonte di conflitto per la religiosa: da una parte obbedire la disgusta mentre disobbedire l’angoscia.

 

In un momento di particolare crisi, nel quale Maria minaccia di interrompere l’analisi, Lacan le scriverà una lunga lettera, mettendo in risalto la natura ambigua del voto di obbedienza della mistica.

 

Scrive Lacan:

“occorre dunque che lei prosegua le sedute mentre sta cercando di trovarsi in accordo con la sua coscienza. Poiché si tratta del momento fecondo da cui cerco di trarre un passo decisivo per l’analisi. E bisogna che lei si fidi di me per l’esito di questo momento.”

 

Nel corso dell’analisi, Maria scrisse a Madre Saint-Jean, fondatrice della congregazione: "Mi sento molto al sicura con lui (Lacan), perché comprende le questioni spirituali e non le liquida come i precedenti (medici), anzi, tutt'altro".

 

Maria troverà una soluzione al suo sintomo, superando l’angoscia e la sua inibizione, pregando e mettendosi a disposizione dell’altro come psicoterapeuta. Svolgerà questa funzione sotto la supervisione del suo analista, Lacan. Negli anni successivi si ritirerà nella meditazione, nella preghiera nella contemplazione del suo rapporto con Dio.

 

Il caso di Maria della Trinità ha a che fare con l’evocazione del Padre e del ruolo che Egli assegna alla mistica; nei suoi diari del 1942, Maria scrive:

“Io non ti ho scelta per insegnare, ma per supplire. Vieni a supplire ciò che manca, non il mio figlio, ma nei suoi membri.”

 

La mistica di Maria, quindi è una mistica della supplenza, che trova il proprio appagamento nell’abbraccio del Padre, colmando la mancanza dell’Altro:

 

“quando si è trovato il Padre, per pur effetto della sua misericordia, non c’è più niente da cercare... non c’è nulla se non sprofondare, uno sprofondamento che si attua esattamente secondo il grado di attrazione del Padre, poiché questo sopra ogni conoscenza ogni energia naturale”

 

Per approfondire:

- Michel Bousseyroux – “Follia, invenzione, psicoanalisi”;

-AA.VV - “Follia e perversione nell’insegnamento di Jacques Lacan”;

-Viviana Faschi – “Singolarità della follia nel pensiero di Jacques Lacan”.

 

Ecco la lettera integrale di Lacan:

 

“Quel procedere che Lei ha intrapreso per risolvere la difficoltà morale in cui si trova, in altri termini il modo in cui Lei lo condurrà, le azioni che Lei avrà, i ricordi, i sentimenti e persino i sogni che appariranno correlativamente alle sedute (e verosimilmente senza nesso diretto, almeno in apparenza). Tutto questo potrebbe consentirci di andare alle soggiacenze arcaiche che sono entrate in gioco intorno e per via dell'esercizio del Suo voto di obbedienza.

 

Leggendo la Sua lettera vedo che è proprio questo che Lei non ha capito: il mio scopo non è quello di insegnarLe ad affrancarsi da questo legame, ma, scoprendo ciò che per Lei lo ha reso così chiaramente patogeno, di permettere che vi sia soddisfazione ormai in tutta libertà. Poiché, se è proprio intorno all'esercizio di tale dovere che si sono scatenate le fasi più perturbanti del Suo dramma, vuol dire che li sono state messe in gioco immagini da Lei sconosciute e di cui non ha padronanza. È questo che ho chiamato in maniera approssimativa: temi di dipendenza. E la loro ricerca non costituisce un'iniziazione alla rivolta, ma una indispensabile perspicacia per la messa in pratica di una virtù.

 

Occorre dunque che Lei prosegua le sedute mentre sta cercando di trovarsi in accordo con la Sua coscienza. Poiché di tratta del mo-mento fecondo da cui cerco di trarre un passo decisivo per l'analisi. E bisogna che Lei si fidi di me per l'esito di questo momento. Ora La tengo bloccata lì, proprio per trarne l'effetto di cui esso è gravido. Il modo opposto di prendere le cose - il Suo modo attuale - è un modo formalista di vederle, misconoscendo così il carattere irrimediabilmente intricato dei Suoi movimenti migliori, con quel nodo segreto che li ha resi per Lei così disastrosi. E che noi siamo qui per risolvere insieme"

 

 
 
 

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