LA BIBLIOTECA DI JACQUES LACAN
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Jacques Lacan è stato un grande collezionista di oggetti d’arte e libri. Lo studio di Lacan a Parigi si trova esattamente alle spalle del Museo D’Orsay, in una zona di Parigi ricca di botteghe di artisti e di negozi di antiquari. Ogni giorno, la sala d’attesa di Lacan era attraversata da pazienti, intellettuali e mercanti.
Presso lo studio al numero 5 di Rue de Lille aveva una biblioteca, incentrata su libri di psicoanalisi e discipline come la linguistica; ne aveva una vastissima nella sua casa di campagna di Guitrancourt, nella regione del Vexin, dove racchiudeva le sue curiosità e i suoi interessi. Questa seconda biblioteca occupava gran parte della casa. Qui Lacan passava le sue domeniche, lontano dal caos della città.
Ogni biblioteca è il ritratto di chi colleziona i libri che la compongono. Lacan collezionava libri di ogni tipo e in moltissime lingue diverse. Per questo, nelle biblioteche di Lacan l'aspetto forse più sorprendente è il ruolo delle lingue e delle civiltà straniere in questo mondo.
Lo studio è stato parte essenziale della ricerca di Lacan in psicoanalisi: nei suoi Seminari e nei suoi scritti sono molteplici le citazioni di opere di ogni genere e di ogni tempo. L’idea stessa di biblioteca si ritrova in uno dei paradossi che Lacan evoca per lo studio della completezza del linguaggio e del significante: l’esempio del catalogo che contiene tutti i cataloghi, persino se stesso.

È possibile dividere le opere della collezione di Lacan in tre grandi gruppi.
Jacques Lacan aveva numerosi volumi in lingua tedesca. Troviamo l'opera completa di Kant in tedesco e quella di Heidegger – affettuosamente dedicata – e di molti altri. In tedesco si trovano le opere complete di Goethe e Schiller, e di ì poeti come Heine, Hölderlin, Novalis, Trakl.
Tra i libri di Lacan troviamo persino quelli oggi raramente letti, come i quindici volumi delle opere complete di Wieland.
Più inaspettate sono le opere di drammaturghi viennesi del XIX secolo, quasi sconosciuti in Francia e raramente tradotti, come Nestroy e Grillparzer. Sono invece poco presenti i romanzieri, e soprattutto gli scrittori che hanno pubblicato dopo gli anni '30, poeti compresi, a parte la presenza delle opere di Paul Celan.
Abbiamo poi i libri in lingua inglese. La collezione ci conferma l’amore di Lacan per Shakespeare e Joyce, le cui opere complete sono state pubblicate in numerose edizioni: si tratta di almeno cento volumi per ciascuno. Sono presenti come Chaucer e Milton, e romanzieri come Hardy e Dickens.
Sono presenti le opere di T. S. Eliot, di Auden, di Robert Graves e di Yeats. Tra i romanzi, sono presenti le opere di Virginia Woolf. La biblioteca vanta anche un considerevole numero di opere accademiche e divulgative sulla letteratura inglese e americana, dizionari biografici e antologie di Oxford.
Infine, abbiamo i volumi legati alla cultura dell’Estremo Oriente. Sappiamo che Jacques Lacan univa un grande interesse per queste civiltà con la pratica della calligrafia e lo studio di queste lingue. Ma il corpus è abbondante, e comprende metodi linguistici, opere sulla civiltà e testi classici.
Molti volumi ci mostrano anche l’interesse per le civiltà precolombiana e latinoamericana e lo studio dei miti e delle fiabe.
Lacan amava possedere le opere di intellettuali e filosofi nella loro lingua originale: non a caso, nel corso del suo Seminario, Lacan cita Freud e i suoi concetti in tedesco ogni volta che è possibile, spesso criticando la traduzione francese e inglese delle opere del Padre della psicoanalisi.
Sono presenti circa centocinquanta volumi di filosofi, pensatori e scrittori antichi in greco e in latino.
L'economia è rappresentata solo dai classici: Adam Smith, Malthus, Ricardo, spesso in edizioni contemporanee. Forse la loro presenza è legata alla loro importanza nella storia del pensiero.
Lo stesso vale per la storia. I giganti della letteratura sono presenti: Gibbons, Toynbee, Braudel tra i suoi contemporanei, ma la storia fine a se stessa, periodo per periodo, è in gran parte assente, che si tratti delle opere della Scuola delle Annales, contemporanea al periodo più prolifico di Lacan, o ancor più di opere di natura più tradizionale, come le biografie.
Un posto di rilievo nella biblioteca di Lacan è occupato dall'erotismo, dalla letteratura trasgressiva: sono presenti le opere di Sade, nella pregevole edizione di Gilbert Lély, e di Casanova, in diverse edizioni complete del suo “Journal de ma vie”.
Sono presenti anche diversi dizionari di slang e linguaggio colloquiale. I dizionari, del resto, sono estremamente numerosi in questa biblioteca, così come i libri di grammatica.
Infine, la letteratura francese. Sono presenti tutti i classici, da Pascal e Montaigne in poi. Edizioni complete e maestose.
La poesia francese del XX secolo è in gran parte mancante. Sono presenti le opere di amici surrealisti, con numerose dediche, e una predilezione per Michaux. A giudicare da queste omissioni in una biblioteca così ricca, si potrebbe ipotizzare che l'interesse di Jacques Lacan per la creazione poetica contemporanea si sia affievolito dopo la guerra.
Per quanto riguarda il romanzo, emerge un'impressione simile. Gli elementi essenziali ci sono, ma la curiosità non viene approfondita come in ambito filosofico, di civiltà o di letteratura classica. Anche qui, poco dopo il 1960, si trovano riferimenti a Sagan e Modiano, presenze sparse che segnalano chiaramente un lontano interesse per la narrativa degli ultimi trent'anni della sua vita. Lo stesso si può dire, a maggior ragione, delle sue opere teatrali.
Esplorare la biblioteca di Lacan significa quindi attraversare la ricerca di uno dei protagonisti della cultura e della psicoanalisi del nostro tempo.
Per approfondire:
-Jacques-Alain Miller – “Vita di Lacan”;
-Élisabeth Roudinesco – “Jacques Lacan. Profilo di una vita, storia di un sistema di pensiero”;
-Giovanni Bottiroli – “Jacques Lacan. Oltre la scolastica lacaniana”.
Jorge Luis Borges affermava: "Mi sono sempre immaginato il paradiso come una specie di biblioteca."
Così, per Lacan la biblioteca è stato un luogo privilegiato e un partner di lavoro insostituibile. Senza la sua biblioteca, è impensabile mettere a fuoco la portata intellettuale di Lacan come ricercatore e psicoanalista.
Questo vale per ogni intellettuale: l’esperienza del rapporto con il libro, non solo come sapere, ma come oggetto, è ancora oggi imprescindibile nella formazione intellettuale.



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