RICORDARE CARTESIO
- 10 feb
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“Volendo seriamente ricercare la verità delle cose, non si deve scegliere una scienza particolare, infatti esse sono tutte connesse tra loro e dipendenti l'una dall'altra. Si deve piuttosto pensare soltanto ad aumentare il lume naturale della ragione, non per risolvere questa o quella difficoltà di scuola, ma perché in ogni circostanza della vita l'intelletto indichi alla volontà ciò che si debba scegliere”
(Cartesio)
René Descartes, noto come Cartesio, è scomparso a Stoccolma l’11 febbraio del 1650, stroncato dal gelido freddo di Stoccolma (e forse dal veleno). Le sue idee hanno contribuito a fondare la filosofia moderna, la medicina e la psicologia.
Molti lo conoscono per il celebre aforisma “Ego cogito, ergo sum”, ideato per fondare l’unica “verità indubitabile” nell’ambito del “dubbio metodico e iperbolico”. Cartesio coglie nell’atto di pensare la certezza su cui fondare la propria concezione della conoscenza e del rapporto con il mondo.
I progressi scientifici del suo tempo, dopo secoli, facevano luce sulla natura articolata e complessa del corpo umano: l’epoca di Cartesio pensa il corpo umano come una macchina; l’intero mondo fisico funzionerebbe come una macchina, regolato da sole leggi fisiche e matematiche.
Così si pone il problema dello statuto particolare dell’uomo, irriducibile alla sola “macchina” del corpo; per questo Cartesio pensa ad una “res extensa”, il corpo, regolato da leggi matematiche, ed una “res cogitans”, una “sostanza pensante” indivisibile.
Cartesio rifiuta l’idea di una separazione netta tra le due, optando per una sorta di “mescolanza”; tuttavia afferma che vi sarebbero delle “operazioni” che “appartengono alla sola anima” ed altre che “appartengono al solo corpo”.
Questa suddivisione tra “mente” e “corpo” rende possibile la medicina moderna: lo vediamo nel quadro di Rembrandt intitolato “Lezione di anatomia del Professor Tulp” del 1632.
Da una parte abbiamo gli studiosi, vivi e vegeti, unione di “res cogitans” e “res extensa”, e dall’altra un corpo, “sola macchina”, esposto per studiarne le componenti.

Nella lingua tedesca questa differenza è presente nella suddivisione tra il “vivente”, “Lieb”, e il mero corpo, la carne, indicata con il termine “körper”. Così lo sguardo della medicina si concentra prevalentemente sul “körper”, lasciando alla psicologia, alle scienze sociali il problema dell’uomo come soggetto ed individuo.
Il chirurgo infatti opera sul paziente in quanto “körper”, mettendo da parte per quanto possibile la soggettività che abita il corpo sul quale interviene.
Il razionalismo cartesiano è un pilastro fondamentale sul quale si erigerà l’edificio filosofico dell’Illuminismo del secolo successivo.
La divisione tra le due “sostanze” verrà superata solo secoli dopo, quando Freud dimostrerà la profonda azione dello psichico sul somatico. Il corpo, lungi dal rispondere solo alle leggi della matematica, diventa “teatro” della pulsione e dei conflitti psichici. Ne sono un esempio i classici fenomeni isterici di conversione (oggi spesso racchiusi nell’etichetta di “disturbo somatoforme).
La psicoanalisi fa quindi propria una sintesi originale dell’unione tra mente e corpo, sottolineando una prevalenza dello psichico sul fisico; Lacan sosteneva infatti che l’uomo non “sia” un corpo, bensì che “abbia” un corpo. L’avere prevarrebbe sull’essere.
L’investimento psichico sul corpo infatti varia, indipendentemente dalla mera innervazione: è l’errabondo viaggio della pulsione che attraversa il corpo vivente.
Per approfondire:
-Cartesio – “Discorso sul metodo”;
-Cartesio – “Le passioni dell’anima”;
-Lingiardi – “Corpo, umano”.
Cartesio si è speso come scienziato e filosofo in molteplici campi; il suo genio è tale da renderlo, per parola di Hegel, iniziatore della filosofia moderna.
Afferma infatti il filosofo tedesco:
“Si giunge così alla filosofia moderna in senso stretto, che inizia con Cartesius. Qui possiamo dire di essere a casa e, come il marinaio dopo un lungo errare, possiamo infine gridare "Terra!". Cartesius segna un nuovo inizio in tutti i campi. Il pensare, il filosofare, il pensiero e la cultura moderna della ragione cominciano con lui.”
Grazie al dubbio, la scienza ha finalmente il motore della propria ricerca, permettendole così di lasciare il porto della fede verso le scoperte che hanno aperto la strada al sorgere del mondo moderno.



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