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LE FRAGOLE DI JUNG

  • 3 giorni fa
  • Tempo di lettura: 3 min

Nella psicologia analitica di Carl Gustav Jung gli archetipi occupano un posto centrale. L’analista, nella cura, pone grande attenzione su come gli archetipi si attivano nella relazione di transfert con il paziente.

 

Solitamente, come sottolinea la psicoanalista, Marie-Louise Von Franz, allieva diretta di Jung, l’azione dell’archetipo è inconscia per il soggetto.

 

Afferma Von Franz:

“se la donna si innamora o si interessa un uomo, il suo animo negativo emerge immediatamente lei induce a rovinare il rapporto. La donna non si rende conto di quanto le sta accadendo. Pensa di essere preda di una maledizione…se è vittima di una proiezione, la donna dirà: “si è comportato molto male””.

 

L’Animus, componente maschile dell’archetipo dell’Anima, abita l’inconscio femminile, influenzando la donna senza che essa se ne renda coscientemente conto.

 

Continua Von Franz:

“In questo caso, l’Animus negativo si comporta come un vero e proprio amante geloso. Vuole tenersi la donna tutta per sé e la tiene lontana da tutti gli altri uomini. Ogni volta che la donna prova un sentimento d’amore verso un uomo, ecco che emerge questo Animus-“Non dovresti farlo” oppure viene proiettato”

 

L’archetipo nella nevrosi preme per emergere ed imporsi, rifiutando ogni forma di conciliazione con il mondo esterno. Una delle modalità tipiche di emersione di questo conflitto è il transfert.

 

Per dimostrarlo, Von Franz ricorda il caso di una paziente di Jung:

“durante la seduta, attaccò violentemente Jung con il suo Animus. Successivamente, quando ne parlarono, Jung le disse: “lei aggredisce ogni volta che sente di provare un sentimento”. Era accaduto che, lungo la strada che la portava allo studio di Jung, la donna aveva visto delle bellissime fragole. Il suo primo impulso era stato: “le compro e gliele porto”. Ma l’Animus era intervenuto dicendo: “Jung dirà che le fragole hanno un significato erotico e ti prenderà in giro”. Aveva perciò deciso di non comprare le fragole ed era arrivata da Jung in uno stato d’animo inferocito. Allora aveva attaccato Jung per l’intera seduta. E questo per non avere conquistato le fragole. Se le avesse comprate, tutto sarebbe andato liscio; la paziente, invece, aveva repressi i suoi sentimenti”

 

Jung fragole

In questo episodio vediamo chiaramente il transfer t’mobilitarsi, venendo proiettato dalla dimensione intrapsichiche a quella reale del rapporto con l’analista. L’incontro con l’altro determina l’emergere del conflitto che tormenta la paziente.

 

Ecco perché conclude Von Franz:

“la cosa peggiore è che la donna sente la voce dell’Animus come se fosse lei stesse a pensare. È come se l’Animus pensasse: “Jung riderà delle fragole!”, e la donna crede di averlo pensato lei stessa. Questa è una delle maggiori difficoltà del lavoro analitico: rendere le donne capaci di distinguere ciò che esse stesse pensano da quell’entità che pensa dentro di loro”.

 

Compito dell’analisi e quindi di favorire la “divisione soggettiva”, cioè far emergere alla coscienza il conflitto che attraversa il soggetto.

 

Nell’ottica della psicologia analitica, questo si traduce nel distinguere tra il piano dell’io e il piano dell’archetipo. Il soggetto quindi può cogliere ciò che lo attraversa, distinguendo tra il proprio pensiero e l’influsso archetipico.

 

Per approfondire:

-Marie-Luise Von Franz – “Il mondo dei sogni”;

-Carl Gustav Jung – “La dinamica dell’inconscio”;

-Romano Màdera – Carl Gustav Jung”.

 

La psicologia archetipica di Jung si gioca su una lotta tra contrasti: da una parte la componente “maschile” e “femminile” dell’Anima; il “giovane” e il “vecchio” dell’archetipo del Puer e del Senex; la “luce” e l’“ombra”, divise tra identificazione e rifiuto della soggettività.

 

L’emergere del vero sé del soggetto rifletterebbe la capacità di sintesi tra spinte opposte. In Jung non esiste il perfetto bilanciamento tra queste componenti, bensì un equilibrio basato sul predominio di una delle due polarità.

 

Per questo, nel soggetto femminile l’Anima avrebbe una maggiore espansione, rilegando l’Animus nell’inconscio; al contrario nel soggetto maschile, l’identificazione con l’Animus si rifletterebbe nell’esilio dell’Anima nell’inconscio.

 
 
 

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