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LACAN SUL TITANIC

Il Titanic è stato un celebre transatlantico, considerato la punta di diamante del progresso tecnologico e scientifico di inizio Novecento. Tuttavia, come tutti sappiamo, la nave subì un drammatico naufragio proprio durante il viaggio inaugurale, nell’aprile del 1912.

 

Ironia della sorte vuole che il soprannome della nave fosse “l’inaffondabile”.

 

Quasi 100 anni dopo, il regista James Cameron ha diretto un kolossal che racconta il viaggio della nave. Protagonista della pellicola sono Jack Dawson, interpretato da un giovane Leonardo DiCaprio, e Rose DeWitt Bukater, interpretata da Keith Winslet.

 

La pellicola è ambientata nel 1996 e ripercorre i ricordi dell’ormai anziana Rose. Rose si trova coinvolta in un fidanzamento privo d’amore con un giovane arrogante ma molto ricco, Cal. Questa unione, voluta dalla madre di Rose, ha lo scopo di risolvere i problemi finanziari della famiglia.

 

Nel corso del viaggio, Rose incontra Jack, un giovane artista che ha vinto giocando a poker due biglietti per la traversata inaugurale del Titanic.

 

Appartenenti a due mondi diversi, i due si innamorano e progettano di scappare insieme. Quando ormai il lieto fine pare già scritto, un grosso iceberg, solo parzialmente visibile, viene avvistato dalla vedetta ma l’impatto è inevitabile.

 

Le numerose falle nello scafo provocano l’ingresso nella nave di grandi quantità d’acqua: la nave è destinata ad affondare.

 

L’evacuazione totale ha inizio e, nel rispetto della legge del mare, il capitano Smith dà ordine di imbarcare sulle poche scialuppe disponibili, donne e bambini.

Rose si indigna perché la madre chiede se le scialuppe sono riservate solo ai viaggiatori delle prime classi; la giovane, disperata decide di rinunciare al proprio posto sicuro per cercare Jack. Tra alterne vicende, Cal si dimostrerà codardo e penserà a salvarsi, fingendo di essere il padre di una bambina smarrita. Jack e Rose invece rimangono sul ponte della nave, ormai prossima ad affondare.

 

Rose ha più volte rifiutato la possibilità di una facile via di fuga, pur di rimanere accanto a Jack.

 

Quando ormai la nave è affondata, i due riescono a trovare un pannello di legno tra i detriti e a salirvi sopra. Tuttavia il pannello può reggere il peso di una sola persona; per questo, Jack decide di sacrificarsi, lasciando che sia Rose a rimanere sulla scialuppa di fortuna.

 

Diverse ore dopo, Rose verrà salvata dall’arrivo dei soccorsi.

 

La pellicola, divenuta un successo commerciale e di pubblico, ci offre un’immagine potente precisa dell’amore per come lo definisce Lacan; secondo lo psicoanalista francese, l’amore non sarebbe un dono di una cosa che si possiede; l’amore non avrebbe a che fare con il regalo di un oggetto o con il soddisfare un bisogno dell’altro.

 

Piuttosto, per Lacan, amare significa “donare quello che non si ha”. Fare cioè dono della propria mancanza di ciò che a noi manca. Questa definizione appare paradossale ma il tragico finale del film di James Cameron ci aiuta a fare luce.

 

Come sottolinea lo psicoanalista Massimo Recalcati:

“il protagonista, che non ha niente, deve scegliere se dare all’altro il pezzo di legno che lo sta salvando dall’annegamento nelle acque gelide dell’oceano o tenerselo per sé. L’amore lo spinge a dare il suo pezzo di legno: un niente che è tutto. In questo modo sacrificherà la sua vita per quella dell’altro…”

 

La rinuncia di Jack diviene quindi segno d’amore. Se dare quello che si ha è semplice, facendo parte delle logiche dello scambio e del consumo, l’amore che Lacan evoca ha piuttosto a che fare con il segno, con la testimonianza di quanto la vita dell’altro possa divenire più preziosa della propria.

 

Lacan sul titanic

 

Per approfondire:

-Massimo Recalcati – “la pratica del colloquio clinico”;

-Lorenzini – “la sindrome del Titanic”;

-Behe – Titanic. Psychic Forewarnings of a tragedy”.

 

Il concetto di amore si distanzia nettamente da quello del bisogno. Se il concetto di bisogno ha che fare con una ripetizione, biologicamente determinate, l’amore piuttosto ha che fare con il segno. Con "segno" si intende la traccia lasciata da qualcosa che non c’è più. Per questo l’amore ha strettamente a che fare con la mancanza, con la traccia che l’azione dell’altro ha lasciato sul soggetto.

 

L'amore, per questo ha a che fare tanto con il passato quanto con il presente, con la presenza presente di una mancanza che sorge nel passato. In chi amiamo cerchiamo la risposta, la traccia, la corrispondenza con ciò che avvertiamo mancarci intimamente.

 

 
 
 

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