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L'ANALISI PERSONALE

Aggiornamento: 30 apr

La psicoterapia personale è di gran lunga la parte più importante della formazione psicoterapeutica.


Il terapeuta deve “mostrare la via” ai pazienti attraverso l’esempio personale: è necessario aver familiarità col proprio lato oscuro ed essere capaci di immedesimarsi con qualunque desiderio e impulso umano. L'analisi personale è dove mettere in gioco queste questioni.


È fondamentale che aver vissuto l’esperienza della terapia dalla posizione del paziente e che aver vissuto molte delle emozioni dei pazienti: la tendenza a idealizzare il terapeuta, il desiderio di dipendenza, la gratitudine nei confronti di un ascoltatore premuroso e attento, il potere che gli viene accordato.


È fondamentale che l’analisi costituisca un percorso di autentica esplorazione, comprensione ed accettazione di sé e delle proprie caratteristiche personologiche. Conoscere i propri conflitti, le proprie paure, i desideri e le fantasie è necessario per approcciarsi al paziente e saperlo mettere al centro.


L’autoesplorazione è un processo che dura tutta la vita e Yalom raccomanda che la terapia sia la più profonda e lunga possibile, svolta in modi diversi e in momenti diversi della vita.

Infatti, il giovane terapeuta deve evitare il settarismo e acquisire la comprensione dell’efficacia dei diversi approcci per la variegata realtà del disagio mentale.


Sperimentare: perché a un tipo particolare di disagio corrisponde un metodo specifico d’intervento.


L’analisi è un percorso dove il paziente può familiarizzare con la propria fragilità, mitigare le ideazioni megalomaniche-narcisistiche e confrontarsi con la propria natura, riccamente ma anche fragilmente umana: prendere consapevolezza della propria debolezza e accettarla costituisce uno dei veicoli d’accettazione dell’altro.


Riflessione a partire da:

Irving Yalom - Il Dono della Terapia

 
 
 

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