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IL SUPER-IO

  • 4 giorni fa
  • Tempo di lettura: 3 min

Nel corso della sua esplorazione della psiche, Sigmund Freud ha individuato due “topiche”: la prima avrebbe a che fare con l’introduzione della nozione di “inconscio” e prevede tre tipologie di contenuti psichici: i contenuti consci, accessibili liberamente alla mente; quelli “preconsci”, il cui emergere è non conflittuale; infine i contenuti “inconsci”, rimossi perché inaccettabili e disturbanti.

 

Questa prima topica rende conto in modo efficace della lotta psichica che Freud coglie nei suoi pazienti nevrotici tra mondo interno e mondo esterno: le pressioni tra le istanze della Civiltà e i desideri inaccettabili determinerebbe l’inevitabile repressione dei desideri nell’inconscio.

 

Tuttavia, nel corso degli anni, Freud ha ampliato la propria teoria cogliendo l’importanza del conflitto intrapsichico: il padre della psicoanalisi ha colto infatti il peso di elementi inconsci e consci tra loro differenziati, presenti e in costante conflitto.

 

Ad esempio, Freud ha distinto la pulsione in “pulsione di vita”, o “Eros”, e “pulsione di morte”, “Thanatos”. Un’ulteriore avanzamento del sapere analitico giunge con il saggio “L’Io e L’Es” (1923), scritto in anni molto difficili, nei quali Freud lottava contro la malattia che lo porterà alla morte.

 

In quest’opera Freud individua e descrive tre istanze psichiche: l’Io, l’Es e il Super – Io.

 

Secondo Freud, l’Es può essere descritto, ricorda Jones, come il “serbatoio delle energie primordiali che non sono differenziate, ma che derivano dalle pulsioni di vita e di morte”.

 

L’Io invece sarebbe “l’organizzazione per eccellenza”: da una parte corrisponderebbe alla risposta alla domanda “chi sono?”, dall’altra avrebbe una componente inconscia, le difese psichiche. L’Io sarebbe plasmato dall’insieme di identificazioni e di influenze maturate nel corso della vita psichica.

 

Infine giungiamo al “Super-Io”; già da anni Freud descriveva la pesante influenza dell’“ideale dell’Io”, un’istanza giudicante capace di determinare grande sofferenza nel soggetto, mettendo in luce le mancanze dell’Io.

 

SUPER - IO

Anche il Super – Io sarebbe in parte conscio e in parte inconscio.

 

La parte più feroce del Super – Io, osserva Freud, sarebbe inconscia, alimentata da ogni concessione offerta in termini di punizioni e di senso di colpa. Ogni punizione, ogni limitazione per ragioni morali o di colpa, alimenterebbe il Super – Io, invece di indebolirlo.

 

Il Super – Io sarebbe composto da “Io ideale” (formazione legata a fantasie di onnipotenza inconsce) e dal già citato “Ideale dell’Io” (punto di riferimento per l’Io).

 

La coscienza morale sarebbe il frutto della tensione conflittuale tra “Io” e “Super-Io”.

 

Per Freud, una radice originaria del “Super – Io” affonderebbe nell’identificazione inconscia con i genitori, divenuti oggetti interni critici. In particolare, sottolinea Jones, non tanto con l’Io dei genitori quanto con il loro “Super – Io”. Tale processo psichico sarebbe immediatamente successivo la fine del Complesso di Edipo.

Il sadismo del “Super – Io” sarà ampiamente ripreso da Lacan, spostando l’attenzione dalla proibizione al godimento: dal “devi!” al “Godi!”, un nuovo imperativo animerebbe la vita psichica.

 

Lacan sottolinea l’anima “perversa” del “Super – Io”: più ottiene, più chiede, senza placarsi mai, come già Freud aveva osservato. Ogni concessione al Super – Io diviene ragione di un ulteriore irrigidimento. Ribadisce Lacan: non c’è redenzione sotto la legge del Super – Io.

 

Questo aspetto centrale ci mostra la disconnessione tra “legge morale” e “legge giuridica”: ogni tentativo di legame tra queste due leggi, si traduce in un fallimento, nell’impossibilità di far coincidere morale e codice.

 

Anzi, Lacan sottolinea quanto nel sadismo punitivo del Super – Io vi sia un vero e proprio “godimento”, una forma di paradossale soddisfazione.

 

Per approfondire:

-Sigmund Freud – “L’Io e l’Es”;

-Gioele Cima – “Leggere Kant con Sade”;

-Claudio Wildmann – “Dal Super – Io alla bugia”.

 

L’introduzione della seconda topica segna un decisivo avanzamento della teoria psicoanalitica: i concetti introdotti da Freud saranno ripresi e ampliati, ma mai più abbandonati, divenendo colonne portanti della teoria e della pratica clinica.

 

“Es”, “Io” e “Super – Io” sono divenute espressioni di uso comune, intendibili da esperti ma anche da profani del lavoro di Freud. L’aspetto più interessante del funzionamento del Super – Io, istanza determinante della configurazione psichica della “nevrosi ossessiva”, è quello evocato da Lacan, nei termini del conflitto con un’istanza che gode del proprio sadismo, mettendo il soggetto nel posto di “vittima” e “colpevole” senza vie d’uscita.

 
 
 

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