ANALISI CON CARL GUSTAV JUNG
- 2 giorni fa
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“I sogni ci indicano come scoprire il senso della nostra vita, come vivere appieno il nostro personale destino, come realizzare il potenziale esistente presente in ciascuno di noi”
Marie-Louise Von Franz
Marie-Louise Von Franz è stata analizzata da Carl Gustav Jung e per oltre trent’anni è stata sua stretta collaboratrice. Insieme al suo Maestro, ha contribuito alla diffusione della psicologia analitica e allo sviluppo della tecnica di interpretazione dei sogni.
Cosa ha significato per lei fare l’analisi insieme a Jung?
Racconta Von Franz:
“La prima volta che incontrai Carl Gustav Jung, egli mi illustrò il caso di una donna che aveva avuto una visione, della quale mi fornì l’interpretazione. Ne fui sconvolta, perché improvvisamente mi ero resa conto che per lui gli eventi profondi, come le visioni o i sogni, erano la realtà”
In questo primo passaggio del racconto di Marie-Louise Von Franz vediamo due aspetti centrali: la molla del transfert a partire dalla supposizione di sapere (Jung le dimostra le sue capacità interpretative) e la scoperta della realtà psichica (anche i contenuti psicologici hanno il valore di realtà).
Questi due elementi segnano l’inizio dell’analisi con Jung.
Ecco il racconto di questo inizio:
“Fu una grande rivelazione. Lessi tutti i libri di Jung, scoprendo l’importanza che egli attribuiva ai sogni e sentii che non sarei mai stata in grado di giudicare se quello che egli sosteneva fosse vero o falso, giusto o sbagliato, se non fossi personalmente entrata in analisi. Presi il coraggio a due mani e gli chiesi di prendermi in analisi. Accettò. A partire da quel momento, ogni interpretazione di un sogno fu una rivelazione”
Nella propria pratica Jung faceva largo uso dell’interpretazione dei sogni. Già descritto da Freud come la “via regia per accedere all’inconscio”, il lavoro sui sogni è ancora oggi centrale in analisi.

Prosegue Von Franz:
“Jung sosteneva che i miei sogni erano particolarmente difficili e complessi e in effetti io non riuscivo a capirne nulla… Arrivavo da Jung con quella cosa priva di senso ed egli, con grande sforzo, ne sviscerava il significato. Talvolta, con un fazzoletto per tergersi il sudore, mi diceva: “Cosa faresti se non ci fosse Jung ad accompagnarti attraverso la complessità di questi sogni?”
Qui vediamo Jung all’opera, nella fatica quasi fisica di lavoro sul sogno. Il sogno infatti non nasce per essere decifrato, bensì per allontanare dalla coscienza un elemento conflittuale, rimosso; nel sogno il complesso inconscio trova una soddisfazione parziale e mascherata.
Lavorando contro corrente, il paziente e l’analista possono svelare il complesso inconscio celato nel sogno.
“Più in là nel tempo, smisi di raccontargli tutti questi sogni perché mi rendevo conto che lo stancavano… Nel corso dei primi anni di analisi, tuttavia, il lavoro consistette per lo più nel decifrare quelle cineserie notturne. Ricordo che arrivavo alla seduta tesa, spesso depressa, e che ne uscivo un’ora dopo con una sensazione del tipo: “Ah, ora so, ora vedo dove tutto va a parare”.”
Il “lavoro” durante la seduta produce un vero e proprio movimento psichico: Marie-Luise Von Franz descrive un vero e proprio “scarico” della tensione psichica, che si traduce nella riduzione del sintomo depressivo e nell’accrescimento della consapevolezza.
Anche l’analista sogna; l’analisi personale infatti ha lo scopo di rettificare il rapporto del soggetto con l’inconscio, non di abolire l’inconscio tout court.
Racconta Von Franz:
“Interpretare i sogni è un compito difficilissimo. per questa ragione Jung suggeriva agli analisti di recarsi di tanto in tanto da un collega per uno scambio di opinioni su sogni. Qualche volta si lamentava con amarezza: “Io non ho uno Jung che interpreti i miei sogni!”. Raccontava perciò i suoi sogni agli allievi, accettando le eventuali sciocchezze che questi potevano dire perché, in ogni caso, gli offrivano un nuovo spunto e gli permettevano di essere più obiettivo”.
Per approfondire:
-Marie-Louise Von Franz – “Il mondo dei sogni”;
-Marie-Louise Von Franz – “Il mito Jung;
-Aniela Jaffé – “Il mito del senso nell’opera di Carl Gustav Jung.”
Jung, nel corso dei decenni, aveva creato un nutrito seguito di allievi a Kusnacht, sul lago di Zurigo. Abbiamo parlato in un altro articolo della sua celebre “torre”, luogo eretto da Jung stesso come studio e luogo di ritiro.
Attorno a questo luogo “mitico” si radunano ancora oggi studiosi e curiosi dell’opera e della vita di Jung.
Von Franz è stata tra gli allievi più importanti dello psicoanalista svizzero e ha portato avanti l’opera del suo analista, focalizzando la sua attenzione sui racconti della tradizione e sulle fiabe.
“I sogni offrono informazioni interessantissime a coloro che si preoccupano di comprenderne i simboli. I risultati, è vero, hanno poco a che fare con le preoccupazioni materiali… ma il senso dell’esistenza non trova una spiegazione esauriente nella vita lavorativa e il desiderio profondo del cuore umano non ottiene risposte dal conto in banca”
Carl Gustav Jung



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