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AMLETO SUL LETTINO DI FREUD

  • 14 lug
  • Tempo di lettura: 3 min

Amleto rappresenta una fonte di ispirazione decisiva per la psicoanalisi di Freud.

Se l’Edipo di Sofocle offre a Freud il mito che indica la centralità del desiderio inconscio, l’Amleto di Shakespeare invece mostra in modo raffinato il conflitto legato a questo desiderio rimosso.

 

Nell'Interpretazione dei sogni (1900), Freud dedica alcune pagine decisive alla tragedia di Shakespeare, proponendone una lettura destinata a influenzare il dialogo tra psicoanalisi e letteratura.

 

Una domanda attraversa l'intera tragedia: perché Amleto non riesce a vendicare il padre?

 

I commentatori del passato mettevano al centro l’eccesso di riflessione, di malinconia o l’indecisione morale del protagonista. Freud, invece, sposta radicalmente il problema: Amleto non è incapace di agire perché pensa troppo, ma perché colui che odia coincide inconsciamente con l'oggetto della sua identificazione.

 

Claudio ha realizzato ciò che Amleto, nel profondo della propria vita psichica, aveva desiderato senza saperlo: eliminare il padre e prendere il suo posto accanto alla madre.

 

Amleto Freud

Come scrive Freud:

“L'avversione che dovrebbe spingerlo alla vendetta è sostituita dall'autocritica, dai rimorsi di coscienza che gli ricordano come egli stesso non sia migliore del peccatore che dovrebbe punire.”

 

In Amleto Freud trova un fulgido esempio di Complesso edipico: Claudio quindi non rappresenta semplicemente il colpevole ma la realizzazione del desiderio rimosso del protagonista.

 

In Shakespeare, il desiderio incestuoso che Freud coglie nel bambino è stato sottoposto alla censura della civiltà e diviene inconscio. Esso quindi non viene messo in scena apertamente, ma viene lasciato intravedere attraverso i suoi effetti, cioè i “sintomi” di Amleto: l’esitazione, l’angoscia, il senso di colpa e la paralisi dell'azione.

 

Freud osserva:

“Nella stessa misura in cui la vita psichica del pubblico è diventata più repressa, il desiderio non può più essere mostrato apertamente, ma deve manifestarsi attraverso i suoi sintomi.”

 

Per questo, differentemente da quanto accade nell’Edipo Re di Sofocle, la tragedia moderna non mette più in scena il desiderio, bensì la sua rimozione.

 

La psicoanalisi mostra qui una delle sue più affascinanti intuizioni: a livello inconscio tra desiderio e azione non vi sarebbe una chiara e netta distinzione. Aver desiderato qualcosa può produrre lo stesso sentimento di colpa dell'averla realmente realizzata.

 

Per questo Amleto si arresta davanti a Claudio. Per il giovane principe, vendicare il padre significherebbe punire proprio colui che ha realizzato i suoi desideri edipici rimossi.

 

Il celebre monologo «To be, or not to be» diventa il momento in cui Amleto sperimenta una profonda divisione interna. In gioco abbiamo il conflitto tra desiderio e proibizione, tra pulsione e legge. L’effetto di questo conflitto è l’inibizione e la sospensione di Amleto sul piano dell’essere, perché il desiderio stesso è diventato impossibile da assumere.

 

La tragedia di Shakespeare è una delle ragioni che porteranno Freud ad affermare che “il poeta precede lo psicoanalista”.

 

Per approfondire:

-Sigmund Freud – “L’interpretazione dei sogni”;

-Ernest Jones – “Amleto e Edipo”;

-Jacques Lacan – “Il Seminario, Libro VI. Il desiderio e la sua interpretazione”.

 

La lettura freudiana di Amleto verrà successivamente ripresa e approfondita da Jacques Lacan.

 

Per Lacan, Amleto non è soltanto l'uomo paralizzato dal complesso di Edipo, ma il “soggetto assoggettato” al desiderio dell'Altro. L'indugio del principe danese nasce dal fatto che egli non sappia quale sia il proprio desiderio, poiché esso dipende dal prevalere del desiderio materno.

 

Lacan sposta quindi l'accento dalla colpa inconscia alla struttura del desiderio, facendo di Amleto uno dei grandi drammi della soggettività moderna.

 

Amleto può agire solo smarcandosi dal godimento e dal desiderio materno, vero motore della tragedia che colpisce la corte del Regno di Danimarca.

 

In questo senso, Amleto è collocato nella posizione di “fallo” della madre, di elemento che satura la mancanza dell’Altro. Per questo, l’invito del Ghost alla vendetta non avrebbe a che fare tanto con il torto subito, quanto con il processo psichico di separazione di Amleto dal desiderio dell’Altro. Il Ghost sarebbe l’attore di questa separazione, il terzo che la rende possibile.

 

La dimensione innovativa dell'interpretazione freudiana consiste nell'aver mostrato la natura intrapsichica del conflitto sul quale si organizza la tragedia. Lo stallo è dovuto, come abbiamo visto, al fatto Claudio possa essere ucciso solo da un Amleto capace di assumere il proprio desiderio. Amleto, tuttavia, vede nell'assassino del padre l'immagine deformata del proprio desiderio rimosso e questo arresta la sua vendetta.

 
 
 

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