ALTHUSSER E LACAN
Il rapporto tra Louis Althusser e Jacques Lacan è uno degli incontri più fecondi del pensiero francese. Althusser nasce in Algeria il 16 ottobre 1918 e diverrà l’esponente più rilevante del marxismo strutturale. Lacan invece è tra le figure più note dello strutturalismo applicato alla psicoanalisi.
Marxismo e psicoanalisi, teoria dell'ideologia e teoria dell'inconscio, critica del soggetto e critica della coscienza si intrecciano in un dialogo che ha acceso il dibattito filosofico, contribuendo a mettere in discussione alcune delle certezze fondamentali del pensiero moderno.
Il punto di convergenza tra i due pensatori è sovversivo e radicale: il soggetto non è padrone di sé stesso, non costituisce l'origine del proprio pensiero e non può essere compreso indipendentemente dalle strutture che lo costituiscono.
Con il suo celebre ritorno a Freud, Lacan propone una rilettura della psicoanalisi che pone al centro il linguaggio. L'inconscio, afferma, “è strutturato come un linguaggio”. Questa formulazione, tratta dagli Scritti, non significa semplicemente che l'inconscio si esprima attraverso le parole, ma che le sue manifestazioni — sogni, lapsus, sintomi, atti mancati — obbediscano a logiche di significazione che precedono la consapevolezza.
Il soggetto non coincide dunque con l'Io cosciente: è diviso, attraversato dal desiderio e costituito nella relazione con l'Altro, luogo del linguaggio e dell'ordine simbolico.
Questa concezione eserciterà un'influenza decisiva su Althusser, che riconoscerà nella psicoanalisi lacaniana uno strumento teorico essenziale per ripensare il rapporto tra individuo, società e ideologia.
Nel saggio “Ideologia e apparati ideologici di Stato” (1970), Althusser sviluppa una teoria dell'ideologia che presenta sorprendenti analogie strutturali con la concezione lacaniana del soggetto.
Per Althusser, l'ideologia non è soltanto un insieme di idee imposte dall'alto, né un semplice errore della coscienza. È una “dimensione materiale dell'esistenza”, inscritta nelle pratiche, nei rituali e nelle istituzioni nelle quali gli individui vivono la loro esistenza.
L'individuo si riconosce come soggetto attraverso un processo che lo precede: viene chiamato, identificato, collocato entro un ordine di significati e di aspettative. La famiglia, la scuola, la religione e le istituzioni contribuiscono a produrre le forme attraverso cui ciascuno si riconosce e comprende sé stesso.

L'esempio dell'interpellazione è semplice: qualcuno sente un richiamo — «Ehi, tu!» — si volta e, riconoscendosi come colui al quale ci si rivolge, assume una posizione soggettiva. L'esempio ha valore teorico: mostra come il riconoscimento di sé avvenga all'interno di una relazione simbolica che non è stata liberamente scelta.
Althusser riprende qui, in modo originale, una questione centrale della psicoanalisi: il soggetto non precede integralmente le strutture che gli permettono di esistere come soggetto.
Per Lacan, l'Io è una formazione immaginaria che non esaurisce la verità del soggetto. Per Althusser, la coscienza individuale non costituisce il fondamento ultimo della vita sociale: è già attraversata dall'ideologia.
Il soggetto crede di essere l'origine dei propri pensieri e delle proprie scelte; tuttavia, il linguaggio che parla, le identificazioni attraverso cui si riconosce e le categorie con cui interpreta il mondo lo precedono.
In Lacan questa divisione rinvia alla struttura dell'inconscio e al rapporto con il significante. In Althusser riguarda la costituzione ideologica del soggetto e la riproduzione dei rapporti sociali di produzione.
È proprio in questa differenza che risiede la ricchezza del loro confronto: la psicoanalisi indaga la divisione del soggetto e la logica del desiderio; il marxismo althusseriano analizza le condizioni storiche e materiali della sua costituzione sociale.
Per approfondire:
-Louis Althusser – “Sulla psicoanalisi”;
-Pierre Bruno – “Lacan e Marx: l’invenzione del sintomo”;
-Louis Althusser – “Essere marxisti in filosofia”.
Lacan permette ad Althusser di pensare la forza simbolica dell'identificazione e del riconoscimento; Althusser, a sua volta, apre la possibilità di interrogare le condizioni materiali e istituzionali entro cui gli individui diventano soggetti.
Althusser e Lacan sono attraversati un sospetto comune: il soggetto non coinciderebbe con sé stesso o con la mera coscienza.
Il nostro rapporto con noi stessi è mediato da strutture che ci precedono, ci costituiscono e, spesso, ci sfuggono.
Comprendere il soggetto significa allora rinunciare all'illusione di una coscienza autosufficiente e interrogare le condizioni attraverso cui desideriamo, pensiamo, crediamo e agiamo.
La psicoanalisi e la critica dell'ideologia convergono così in una medesima operazione teorica: mettere in questione l'evidenza dell'identità e mostrare che, dietro la familiarità dell'Io con sé stesso, si dispiega una trama complessa di linguaggio, desiderio e storia.



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