JACQUES LACAN CON ALICE NEL PAESE DELLE MERAVIGLIE
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“Alice nel paese delle meraviglie” è stato letto attentamente da Jacques Lacan. Il capolavoro di Lewis Carroll ci offre l’occasione di mettere in luce la struttura dell’inconscio come descritto da Freud e da Lacan.
Jacques Lacan cita Lewis Carroll tre volte nel corso del suo insegnamento e dei suoi seminari.
Innanzitutto, in "Funzione e campo del linguaggio", a proposito di Humpty Dumpty, tradotto in italiano “Uomo Uovo”, Lacan afferma che "dopotutto, egli è il padrone del significante, se non del significato in cui il suo essere ha preso forma".
Lo vediamo ad esempio nelle sue filastrocche:
“Humpty Dumpty sedeva su un muro.
Humpty Dumpty fece una bella caduta.
Tutti i cavalli e tutti gli uomini del Re
non poterono rimettere di nuovo insieme Humpty”
L'uovo del romanzo difende infatti una posizione basata sul significante e sottolinea, ben prima di Ferdinand de Saussure, l'arbitrarietà del segno, ignaro, tuttavia, che la sua caduta è inscritta nelle parole della filastrocca da cui trae origine.
Il regno che Alice visita è regolato da leggi assurde, da giochi di parole e dal non-senso. L’opera di Carroll mostra come il linguaggio non sia trasparente, bensì una “struttura” che disorienta e insieme struttura il soggetto parlante.
In primo piano non vi è quindi la comunicazione, bensì il godimento annidato nella parola.
Nel corso del Seminario "L'oggetto della psicoanalisi", Jacques Lacan si concentra sul personaggio di Alice, quando sviluppa l'equivalenza tra la bambina e il “fallo”: secondo lo psicoanalista Alice è un'immagine ch evoca il significante del desiderio.
Come l'Infanta del celebre ritratto di Diego Velázquez, nell’opera viene evocato uno "spettacolo", accentuato dalle illustrazioni che accompagnano il testo, puntando all'oggetto del desiderio di Carroll, in questo caso lo sguardo, lo sguardo del suo fotografo.
Il personaggio di Alice incarna poi la divisione del soggetto e rivela "che il fallo stesso non è altro che quel punto di mancanza che indica nel soggetto".
Lacan rese un particolare omaggio allo scrittore durante una trasmissione radiofonica di Jacques-Bernard Brunius intitolata “Lewis Carroll: Maestro della Scuola della Vita”, trasmessa su France Culture il 31 dicembre 1966 (prima puntata nel 1965), che probabilmente segnava il centenario della pubblicazione di “Alice nel Paese delle Meraviglie”.
Il contributo di Lacan si contrappone nettamente a quelli degli altri partecipanti (André Maurois, André Breton, Marguerite Duras, Eugène Ionesco, tra gli altri), che rimasero concentrati sulla questione del significato dell'opera.
Fece eccezione Philippe Sollers, che sottolineò che il “nonsenso” riguarda il lavoro del linguaggio, allineandosi così alla psicoanalisi e a Sigmund Freud, senza tuttavia approfondire ulteriormente la questione.
Lacan comprese come l'opera di Carroll, incorporando intuizioni contro le quali l’autore avrebbe poi tentato di lottare, fosse in anticipo rispetto alla rivoluzione logica e linguistica che sarebbe venuta, aprendo una finestra sull'inconscio e sulla sua struttura.
Sottolinea Lacan:
“Solo la psicoanalisi illumina la portata dell'oggetto assoluto che la bambina può assumere. Questo perché ella incarna un'entità negativa, il cui nome non ritengo necessario pronunciare qui, per non indurre i miei ascoltatori nelle solite confusioni”
La figura di Alice è il sostegno di quest'opera letteraria, che si avventura oltre gli ideali dell'autore e permette di far emergere la conoscenza della struttura del soggetto.
Conclude Lacan:
“Lewis Carroll si è fatto servo della bambina, lei è l'oggetto che disegna, lei è l'orecchio che vuole raggiungere, lei è colei a cui si rivolge veramente tra tutti noi. Come quest'opera ci raggiunga poi è qualcosa che solo una specifica teoria di ciò che si deve chiamare soggetto può cogliere appieno, quella che la psicoanalisi permette.”

Per approfondire:
-Lewis Carroll – “Alice nel Paese delle Meraviglie”;
-Jacques Lacan – “Il Seminario. L’oggetto della psicoanalisi”;
- Fabio Domenico Palumbo – “Alice allo specchio. Deleuze, Carroll e la psicoanalisi”.
Lacan scelse di concentrarsi sull'opera e la sua struttura, sottolineando come essa nasca dalla congiunzione di due posizioni: "Lewis Carroll, il sognatore, il poeta, l'amante, se vogliamo, e Lewis Carroll, il logico, il professore di matematica", entrambe necessarie per la creazione dell'opera.
È questo il cuore della lettura psicoanalitica dell’opera di Carroll: non ridurre Alice alla patografia del suo autore, bensì l’occasione per mostrare gli aspetti della struttura dell’inconscio. “Alice” non è solo un’opera d’arte, ma è un prodotto dell’inconscio stesso.
Così, l’analisi psicoanalitica applicata all’arte permette non di mettere in luce quanto abita l’inconscio di Carroll, ma dell’inconscio in quanto tale, senza necessità di chiamare in causa la biografia dell’autore.



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